Riscaldamento naturale
L’edificio di forma rettangolare è orientato verso sud con il suo lato maggiore, dove insistono la maggior parte delle aperture e dove è presente un porticato che permette l’ombreggiamento estivo delle finestre e delle pareti del piano terra senza privare le medesime del sole invernale.
Nei mesi invernali, dato l’angolo di incidenza del sole molto basso, il porticato permette comunque una buona illuminazione e riscaldamento naturale delle pareti e delle finestrature incrementato quest’ultimo dalla chiusura perimetrale del porticato nel periodo invernale attraverso l’apposizione di vetrate che comporta la formazione di un volume di accumulo del calore solare essendo la copertura del porticato dotata di un buon isolamento termico.
La protezione dai venti è parzialmente ottenuta da vegetazione ad alto fusto (alloro, ulivi) posizionati a sud-ovest verso la vallata da dove si incanalano i venti principali mentre verso ovest l’edificio è protetto da un fabbricato rurale di altezza similare sito parallelamente a distanza di pochi metri mentre a sud la chiusura invernale del porticato partecipa in modo sostanziale a tale difesa.
Luce naturale
La maggior parte delle finestre sono distribuite sulle tre pareti completamente aperte verso la campagna e quindi godono della luce naturale per tutto la durata del giorno, mentre sulla parete antistante il limitrofo fabbricato rurale insistono poche aperture relative a servizi igienici o per maggiore ventilazione di ambienti già illuminati da altre aperture.
La maggior parte degli ambienti, compresi i servizi, sono dotati di illuminazione naturale in quantità superiore rispetto al minimo consentito in base al rapporto fra le superfici delle stanze e quelle delle relative aperture.
Condizionamento naturale
La struttura è predisposta alla difesa dal caldo estivo essendo dotata di porticati sulle facciate più assolate mentre la parete ovest (in genere più attaccata dal calore solare) è protetta dal limitrofo fabbricato rurale posto parallelamente alla distanza di soli ml. 3.50 e quindi abbondantemente in ombra nei pomeriggi estivi.
Il solaio di copertura, interamente in legno, è stato realizzato con sistema di ventilazione naturale (tetto ventilato) per il comfort estivo delle unità abitative del sottotetto.
La struttura ricettiva è situata alla sommità di un poggio (a metri 400 s.l.m.) che si affaccia verso i monti Sibillini per cui in estate è esposta frequentemente a correnti di aria fresca proveniente dalla vicina montagna.
Tutte le aperture sono protette dal sole estivo, alcune con porticati, altre con sistemi di oscuramento esterni (sportelloni in legno).
Rumore
L’edificio è costituito da muratura portante in pietre e mattoni pertanto la maggior parte degli alloggi sono divisi fra loro e verso l’esterno da murature di spessore medio pari a cm. 50 con ottimo isolamento acustico.
Anche gli infissi riducono la trasmissione del rumore essendo realizzati in legno e dotati di vetri con vetrocamera.
La struttura ricettiva, benché abbastanza lontana da strade e da fonti di rumore esterno, ha eseguito numerose piantumazioni (non ancora adulte) con l’obbiettivo di creare barriere verdi non solo per migliorare la privacy e l’aspetto climatico e naturalistico ma anche per abbattere eventuali rumori molesti sia dall’esterno verso l’interno che in senso contrario.
Materiali edili
L’obbiettivo primario nel recupero dell’edificio colonico è stato quello di mantenere le strutture originarie pertanto particolare cura è stata prestata nel mantenimento degli elementi costruttivi rurali tradizionali anche dove, per esigenze funzionali, sono state necessariamente ricostruite ex-novo parti di fabbricato.
La struttura ricettiva presenta, come il manufatto originario, ai piani terra e primo elementi costruttivi completamente naturali compresi i solai di piano costituiti tradizionalmente da travi principali in legno di essenza forte (quercia, olmo) e da impalcato formato da travicelli in legno e pianellato di cotto.
Gli elementi strutturali verticali ed orizzontali esistenti sono stati oggetto di risanamento conservativo e, dove necessario, per particolari problemi di dissesto o di modifica funzionale, sono stati sottoposti a smontaggio e ricostruzione attraverso la sostituzione degli elementi fatiscenti e l’utilizzazione di tecniche e materiali tradizionali e quindi tipici della bioedilizia.
Particolare attenzione è stata posta nella scelta dei materiali: per le opere murarie è stata utilizzata malta a base di calce sia per il consolidamento che per le finiture dei paramenti murari esistenti e elementi in cotto soprattutto per le parti ricostruite (copertura in coppi recuperati dalla demolizione).
In merito alla riduzione della quantità di energia racchiusa nei materiali utilizzati, sono state fatte le seguenti scelte:
- Il legno è stato utilizzato per la ricostruzione degli elementi strutturali e degli impalcati dei solai, per gli architravi;
- i porticati sono interamente in legno;
- gli infissi esterni ed interni sono stati realizzati in legno massello;
- per l’isolamento termico è stato utilizzato sughero in pannelli.
(Arch. Alberto Cespi)